ChatGpt bloccata dal Garante della Privacy: sarebbero state violate diverse norme con mancanze di informative e di filtri
Il Garante per la protezione dei dati personali ha fermato ChatGPT per il mancato rispetto della privacy. Ha limitato provvisoriamente, ma con effetto immediato, lâuso della chat sviluppata dalla societĂ americana OpenAI. Questa è unâorganizzazione no profit che porta avanti ricerche sullâintelligenza artificiale.
In una nota lâAutoritĂ ha fatto sapere che è stata aperta unâistruttoria nei confronti della societĂ creata da Sam Altman e ora sotto la guida di Satya Nadella.
ChatGPT è uno tra i software di intelligenza artificiale piÚ noti. à in grado di simulare ed elaborare le conversazioni umane. Acronimo di Generative Pretrained Transformer, è uno strumento di elaborazione del linguaggio naturale (il Natural Language Processing) che usa algoritmi avanzati di apprendimento automatico: genera risposte simili a quelle umane inserite in un discorso.
Uno strumento del genere, dove e quando serve? Ă utili a migliorare lâinterazione con le macchine in tantissime applicazioni, dal servizio clienti alla traduzione linguistica, dunque potrebbe esserci una grande diffusione nel mondo del lavoro, portando una maggiore velocitĂ e cambiando in questo modo tante professioni. Ă possibile usarlo anche nella scrittura creativa.
Ultimamente ha fatto molto parlare di sĂŠ poichĂŠ il 20 marzo aveva subito una perdita di dati riguardanti le conversazioni degli utenti. In essere erano contenute informazioni relative al pagamento al servizio da parte degli abbonati.
Il Garante privacy con il provvedimento ha sottolineato che manca unâinformativa della privacy e in modo particolare lâassenza di una base giuridica volta a giustificare la raccolta e la conservazione dei dati personali. Insomma, il modo di agire è illegale.
Unâaccusa che se dovesse essere dimostrata sarebbe un assist a chi getta da sempre sospetti sullâintelligenza artificiale e sulla App in generale, paventando un grosso rischio per la privacy.
I problemi rilevati sono anche altri. Il servizio è rivolto a chi ha almeno 13 anni ma lâAutoritĂ ha evidenziato che non câè alcun filtro che possa verificare la reale etĂ degli utenti. OpenAI ora è chiamata comunicare entro venti giorni le misure intraprese su quanto richiesto dal Garante. Se non lo farĂ incorrerĂ in una pena che può raggiungere anche i 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato globale annuo.